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Caro-carburanti, Confartigianato: bene il decreto del Governo, ma servono misure strutturali e più tutele per il trasporto persone

07/04/2026

Caro-carburanti, Confartigianato: bene il decreto del Governo, ma servono misure strutturali e più tutele per il trasporto persone

Confartigianato accoglie con favore il nuovo Decreto Legge Carburanti approvato dal Consiglio dei ministri, riconoscendo al Governo il merito di aver introdotto misure urgenti per contenere l’aumento dei prezzi alla pompa e per assicurare continuità agli investimenti legati alla Transizione 5.0. A esprimere questa valutazione è il presidente di Confartigianato Imprese, Marco Granelli, che definisce il provvedimento un segnale di attenzione significativo nei confronti del sistema produttivo, in una fase segnata da forti pressioni sui costi e da una crescente instabilità dei mercati energetici.

Il giudizio positivo, tuttavia, non cancella le criticità che l’associazione continua a segnalare da tempo. Secondo Granelli, le misure varate dall’esecutivo rappresentano un sostegno utile nell’immediato, ma non ancora sufficiente a rispondere in modo pieno alle difficoltà che gravano sulle piccole imprese, soprattutto in alcuni comparti particolarmente esposti all’aumento dei costi di carburanti ed energia. Il richiamo di Confartigianato si concentra in particolare sulla necessità di estendere gli interventi di riduzione delle accise anche al settore del trasporto persone, un ambito che impiega circa 85 mila addetti e che, secondo l’organizzazione, meriterebbe una tutela più esplicita e mirata.

Le richieste di Confartigianato: più sostegno ai comparti esposti

Nel commentare il decreto, il presidente Granelli sottolinea che il Governo ha dato un segnale importante, ma aggiunge che nel Dl Bollette sarebbe stato possibile fare di più per alleggerire il peso dei costi energetici sulle piccole imprese. È un passaggio che riporta al centro una questione decisiva per il tessuto produttivo italiano: molte realtà di dimensioni ridotte continuano a operare con margini limitati e con una capacità di assorbire gli shock energetici molto più fragile rispetto alle aziende più strutturate.

Per questa ragione, Confartigianato insiste sulla necessità di ampliare la portata delle misure emergenziali, evitando che alcuni comparti restino esclusi dai benefici o ricevano risposte soltanto parziali. Il trasporto persone viene indicato come uno dei settori che più chiaramente scontano questa condizione, perché l’incremento del costo dei carburanti incide in maniera diretta sull’attività quotidiana, sulla sostenibilità economica del servizio e sulla tenuta occupazionale.

Dall’emergenza a una strategia europea stabile

Il punto politico più netto dell’intervento di Granelli riguarda però il metodo con cui affrontare una fase che l’associazione definisce grave e complessa. Secondo il presidente di Confartigianato, non è più sufficiente procedere con misure adottate di volta in volta, seguendo l’andamento dell’emergenza. Gli interventi urgenti possono essere utili a tamponare le criticità nel breve periodo, ma rischiano di rimanere strumenti limitati, incapaci di offrire alle imprese quella prevedibilità di cui hanno bisogno per programmare investimenti, occupazione e attività produttiva.

Da qui la richiesta di una strategia di respiro europeo, fondata su un piano condiviso tra i Paesi dell’Unione e su un sistema di protezione capace di attivarsi automaticamente quando si verificano crisi energetiche o forti tensioni sui costi. L’idea evocata da Granelli è quella di un vero e proprio “ombrello europeo”, in grado di evitare che il mondo produttivo resti esposto a una condizione permanente di incertezza. Il messaggio è chiaro: la gestione emergenziale non può diventare la normalità e deve lasciare spazio a strumenti strutturali, programmabili e coordinati a livello continentale.

Il nodo della fiducia per il sistema produttivo

Nelle parole di Confartigianato si coglie una preoccupazione che va oltre il singolo decreto. Il problema non riguarda soltanto il livello dei prezzi, ma anche la difficoltà, per le imprese, di muoversi in un contesto nel quale i fattori di rischio si susseguono senza un quadro stabile di riferimento. In assenza di misure durature e coordinate, ogni nuova tensione su carburanti ed energia rischia di tradursi in un ulteriore freno alla competitività, alla capacità di pianificazione e alla tenuta di interi segmenti dell’economia diffusa.

Il decreto approvato dal Governo viene quindi accolto come un passo utile, ma non risolutivo. Confartigianato riconosce il valore dell’intervento, ma chiede che a questo segnale seguano scelte più ampie, capaci di accompagnare le imprese oltre la logica del provvedimento tampone. È su questo terreno, tra urgenza e visione di lungo periodo, che si giocherà una parte importante del rapporto tra politiche pubbliche e mondo produttivo nei prossimi mesi.

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Elena Scopece

Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.