Carburanti, in Italia aumenti più contenuti rispetto ai principali Paesi Ue
01/04/2026
A quasi un mese dall’inizio della guerra del Golfo, con effetti evidenti sui mercati energetici internazionali, l’Italia registra un aumento dei prezzi dei carburanti più contenuto rispetto alle principali economie industriali europee. È il quadro che emerge dall’ultimo Weekly Oil Bulletin della Commissione europea, dal quale risulta che sia la benzina sia il gasolio hanno seguito nel nostro Paese una traiettoria meno accentuata rispetto a quanto osservato in Francia, Germania e Spagna.
Il dato viene letto come una conferma della tenuta del sistema di monitoraggio dei prezzi introdotto dal Governo all’inizio del 2023 e dei controlli attivati con tempestività fin dalle prime tensioni in Iran. In una fase in cui la volatilità delle quotazioni internazionali ha rimesso sotto pressione l’intera filiera energetica, il confronto europeo mostra infatti che l’Italia ha contenuto gli aumenti meglio di altri grandi Paesi dell’Unione, riuscendo al tempo stesso a mantenere livelli medi dei prezzi inferiori rispetto a Francia e Germania.
Benzina e diesel, l’Italia cresce meno di Francia, Germania e Spagna
Nel confronto sull’ultimo mese, il prezzo della benzina in Italia è aumentato del 7,5%, una variazione nettamente più bassa rispetto a quella registrata in Francia (+15,4%), Spagna (+17,8%) e Germania (+13,8%). Il divario è ancora più evidente sul fronte del gasolio, dove l’Italia segna un incremento del 18,9%, contro il +27,8% della Francia, il +22,9% della Germania e soprattutto il +32,3% della Spagna.
La dinamica appare con chiarezza anche nei grafici che accompagnano il monitoraggio europeo. Per il diesel, l’indice italiano si ferma a 118,9 nella settimana del 23 marzo, contro 127,8 della Francia, 127,6 della media Ue, 122,9 della Germania e 132,3 della Spagna. Sul fronte della benzina, l’Italia arriva a 107,5, mentre la Francia sale a 115,4, la Germania a 113,8, la Spagna a 117,8 e la media Ue a 114,9. Il quadro conferma quindi che l’aumento c’è stato anche in Italia, ma con una progressione decisamente più contenuta.
Prezzi alla pompa più bassi rispetto a Francia e Germania
Oltre alla dinamica degli aumenti, il bollettino europeo mette in evidenza anche un altro elemento: i prezzi medi italiani di benzina e gasolio restano inferiori rispetto a quelli praticati nelle altre grandi economie industriali dell’Unione. Nella settimana del 23 marzo, la benzina in Italia si attesta a 1,779 euro al litro, contro 1,973 euro in Francia e 2,075 euro in Germania. Anche sul diesel il confronto è favorevole all’Italia, con un prezzo medio di 2,023 euro al litro, inferiore ai 2,109 euro francesi e ai 2,130 euro tedeschi.
I grafici mostrano che l’Italia si colloca su livelli inferiori anche rispetto alla Francia lungo tutto l’arco temporale osservato, pur restando leggermente sopra la media Ue nella fase finale per il diesel. Per la benzina, invece, il dato italiano del 23 marzo resta inferiore sia alla media europea sia a quello delle due principali economie continentali considerate nel confronto, confermando una tenuta relativa dei listini nazionali nonostante lo shock internazionale.
Controlli, misure mirate e impatto sull’inflazione
Il contenimento degli aumenti viene collegato anche alle misure adottate per limitare l’effetto del rincaro energetico sul resto dell’economia. Tra queste viene richiamato il credito d’imposta per gli autotrasportatori, pensato per attenuare il trasferimento dei maggiori costi del carburante sui prezzi finali dei beni trasportati. Un passaggio non secondario, perché l’energia e la logistica continuano a rappresentare uno dei principali canali attraverso cui le tensioni geopolitiche possono alimentare l’inflazione.
In questo contesto, viene ricordato che l’Italia mantiene un tasso di inflazione tra i più bassi d’Europa: a febbraio si è attestato all’1,5%, contro una media europea del 2,1%. Il quadro complessivo suggerisce dunque che, pur in presenza di una nuova pressione internazionale sui carburanti, il sistema italiano abbia finora assorbito meglio l’urto rispetto ad altri partner europei, sia sul fronte dell’andamento dei prezzi alla pompa sia su quello dell’impatto più generale sul costo della vita.
Articolo Precedente
Sicilia, 740 milioni per l’acqua: dal MIT un piano tra dighe, reti e dissalatori
Articolo Successivo
Roma, in ospedale dopo aver ingerito ovuli di cocaina: arrestato 27enne
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to