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Carburanti, Conftrasporto: “L’aumento dei prezzi non diventi speculazione”

09/03/2026

Carburanti, Conftrasporto: “L’aumento dei prezzi non diventi speculazione”

L’escalation delle tensioni in Medio Oriente riaccende le preoccupazioni sui mercati energetici, ma il rischio principale, secondo il settore dei trasporti, non riguarda tanto la disponibilità del prodotto quanto eventuali dinamiche speculative sui prezzi dei carburanti. A lanciare l’allarme è Pasquale Russo, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, che invita a mantenere equilibrio e a evitare reazioni eccessive sui mercati.

«L’aumento dei prezzi dei carburanti non diventi speculazione, anche perché, se il prodotto c’è e le riserve tengono, eventuali aumenti incontrollati dei prezzi – in particolare per il gasolio – non hanno alcuna giustificazione. Nessun allarmismo, quindi, ma la guerra in Iran non può e non deve diventare un pretesto per fare cassa», ha dichiarato Russo.

Timori per il settore del trasporto e della logistica

Secondo Conftrasporto, la situazione internazionale richiede attenzione ma non giustifica aumenti immediati e generalizzati dei prezzi. Le condizioni attuali di approvvigionamento energetico, infatti, non mostrano segnali tali da compromettere la disponibilità dei carburanti sul mercato.

«Pur in un quadro di grave tensione in Medio Oriente – ha spiegato Russo – è fondamentale mantenere un approccio improntato a equilibrio e responsabilità. In presenza di condizioni di approvvigionamento regolari e di un contesto che non presenta elementi tali da compromettere la disponibilità del prodotto, non vi sono ragioni per alimentare aumenti dei prezzi non coerenti con l’andamento reale del mercato».

Il tema è particolarmente sensibile per il comparto del trasporto merci e della logistica, dove il costo del carburante rappresenta una delle principali voci di spesa operativa.

La richiesta al Governo: evitare tensioni speculative

Conftrasporto chiede alle istituzioni di monitorare con attenzione l’andamento dei prezzi per evitare che il clima di incertezza internazionale venga utilizzato come leva per aumenti ingiustificati.

«Serve una linea chiara da parte delle istituzioni. Per questo abbiamo chiesto al Governo di intervenire per evitare che il clima di incertezza internazionale si traduca in tensioni speculative che finirebbero per gravare sulle imprese – in particolare quelle del trasporto e della logistica – e più in generale sull’intero sistema economico», ha aggiunto Russo.

Il rischio, secondo l’associazione, è che eventuali rincari ingiustificati possano ripercuotersi non solo sulle imprese del settore ma sull’intera catena economica, con effetti sui costi di produzione e sui prezzi finali dei beni.

Possibili interventi in caso di crisi prolungata

Conftrasporto sottolinea inoltre che, qualora la crisi internazionale dovesse prolungarsi, potrebbe rendersi necessario valutare interventi di sostegno analoghi a quelli adottati durante la crisi energetica del 2022.

«Qualora il quadro di crisi dovesse protrarsi – ha concluso Russo – sarà opportuno valutare interventi mirati, come fatto durante la crisi energetica nel 2022, a sostegno dei comparti maggiormente esposti».

Tra i settori più vulnerabili figurano le attività legate alla mobilità delle merci e delle persone, oltre alle filiere logistiche e distributive che rappresentano una componente fondamentale dell’infrastruttura economica del Paese.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.