Brindisi, nuovo protocollo per la sicurezza bancaria: prevenzione, tecnologia e cooperazione istituzionale
05/02/2026
È stato approvato in Prefettura a Brindisi lo schema del “Protocollo d’intesa per la prevenzione della criminalità ai danni delle banche e della clientela”, al termine di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduta dal prefetto Guido Aprea. L’intesa si inserisce nel solco dell’accordo nazionale sottoscritto nei mesi scorsi e di analoghe esperienze già avviate in altri territori, con l’obiettivo di aggiornare gli strumenti di difesa del sistema bancario di fronte a minacce sempre più sofisticate.
Il contesto nel quale nasce il protocollo è caratterizzato da un’evoluzione rapida delle modalità di azione criminale, che affianca tecniche tradizionali a soluzioni tecnologiche avanzate. La risposta delineata a Brindisi punta su una regia condivisa, capace di integrare prevenzione, scambio informativo e innovazione, riducendo le vulnerabilità di sportelli, infrastrutture e servizi a tutela dei cittadini.
Le misure previste e il ruolo della tecnologia
Il documento individua alcune direttrici operative precise. Tra queste spicca il potenziamento del circuito informativo con le Forze di Polizia, considerato decisivo per intercettare segnali di rischio e agire con tempestività. Accanto a questo, il protocollo prevede il rafforzamento delle misure di protezione degli sportelli automatici e l’adozione di dispositivi mirati per la sicurezza delle cassette di sicurezza, ambiti da tempo nel mirino di forme di criminalità organizzata e predatoria.
Un capitolo specifico riguarda i rischi legati all’uso improprio dell’intelligenza artificiale, tema che entra a pieno titolo nelle politiche di sicurezza bancaria. L’attenzione si concentra sia sulle possibili frodi digitali ai danni della clientela, sia sull’impiego di strumenti tecnologici capaci di aggirare sistemi di controllo tradizionali. Le azioni saranno attuate secondo una scansione temporale condivisa tra le parti, per garantire gradualità e verificabilità dei risultati.
Confronto con i territori e difese passive
La riunione in Prefettura ha rappresentato anche un momento di confronto con gli amministratori locali sulle strategie già attive e sulle iniziative da sviluppare per adeguare le cosiddette difese passive degli istituti di credito alle diverse modalità di attacco. L’obiettivo dichiarato è rendere più efficiente l’intero sistema di sicurezza, evitando interventi isolati e promuovendo standard omogenei sul territorio.
In questa prospettiva, è stata sottolineata l’importanza della diffusione di sistemi intelligenti di videosorveglianza, capaci di svolgere una duplice funzione: deterrente nei confronti dei reati e strumento di supporto alle indagini. Integrati con interventi di rigenerazione urbana, questi sistemi contribuiscono a migliorare la qualità degli spazi e a rafforzare la percezione di sicurezza, soprattutto nelle aree più esposte.
Una rete di attori pubblici e privati
Al tavolo hanno partecipato il coordinatore nazionale del Centro di ricerca dell’Associazione Bancaria Italiana sulla sicurezza anticrimine (OSSIF), il responsabile nazionale per la sicurezza della BNL, i rappresentanti della Provincia e i sindaci dei comuni di Oria, San Pietro Vernotico e San Donaci. Una presenza che restituisce l’immagine di una governance multilivello, nella quale istituzioni, sistema bancario e autonomie locali condividono responsabilità e strumenti.
Il protocollo approvato a Brindisi rafforza così un modello di sicurezza fondato sulla cooperazione e sull’aggiornamento continuo delle misure di prevenzione, con l’ambizione di proteggere non solo gli istituti di credito, ma soprattutto la fiducia dei cittadini che ogni giorno ne utilizzano i servizi.
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Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.