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Banda ultra-larga, accordo DTD–Invitalia: parte il Fondo nazionale per la connettività

09/02/2026

Banda ultra-larga, accordo DTD–Invitalia: parte il Fondo nazionale per la connettività

Con la firma dell’accordo attuativo tra il Dipartimento per la trasformazione digitale e Invitalia, prende forma operativa l’Investimento 7 – Fondo nazionale per la connettività (FNC), inserito nella Missione 1, Componente 2 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L’intesa delimita compiti, responsabilità e orizzonte temporale di uno strumento pensato per sostenere nuovi interventi sulle infrastrutture di rete a banda ultra-larga, con un arco di programmazione che arriva al 2029.

Il Fondo, pari a 733 milioni di euro e istituito a seguito della rimodulazione del PNRR approvata lo scorso novembre, nasce come misura “facility”: uno strumento finanziario pubblico concepito per attivare investimenti aggiuntivi, allineando politiche nazionali e programmi comunitari e mettendo in sicurezza risorse che, senza la revisione del Piano, sarebbero rimaste inutilizzate.

Uno strumento finanziario per sbloccare investimenti privati

L’attuazione del Fondo nazionale per la connettività è affidata a Invitalia in qualità di Implementing Partner. Il modello scelto prevede sovvenzioni pubbliche destinate direttamente agli operatori privati, con l’obiettivo di colmare il divario di fattibilità economica dei progetti infrastrutturali. È richiesto un cofinanziamento minimo del 30% del costo complessivo, una soglia che orienta gli interventi verso iniziative sostenibili e capaci di attrarre capitale privato.

Il perimetro operativo include l’intero ciclo di vita degli interventi: pianificazione, affidamento, esecuzione, monitoraggio e verifica. A Invitalia spettano anche le funzioni amministrative e specialistiche necessarie a garantire correttezza procedurale e avanzamento coerente degli investimenti. L’accordo ha validità fino al 31 dicembre 2030, in linea con le scadenze europee e con gli obiettivi del decennio digitale.

PNRR rimodulato e coordinamento europeo

La firma dell’accordo si inserisce in un percorso di riallineamento del PNRR che ha richiesto un confronto costante con la Commissione europea. Come ha spiegato il sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti, l’operazione risponde alla necessità di superare criticità pregresse e di costruire uno strumento realmente efficace per il settore delle telecomunicazioni, reinvestendo oltre 700 milioni di euro in infrastrutture digitali avanzate.

Un passaggio chiave è rappresentato dal collegamento con il Piano Italia 1 Giga, che mira a portare connettività ad alte prestazioni nelle aree meno servite. In questa prospettiva, il Fondo nazionale per la connettività diventa un moltiplicatore di interventi, capace di accelerare cantieri e coperture laddove il mercato, da solo, fatica a intervenire.

La gestione del Fondo e gli obiettivi al 2030

Secondo l’amministratore delegato di Invitalia Bernardo Mattarella, l’accordo attuativo consente alla Società di mettere a disposizione l’esperienza maturata nella gestione di fondi pubblici e procedure complesse, sostenendo il completamento delle reti e contribuendo a ridurre i divari territoriali. Il riferimento è agli obiettivi europei del Digital Decade, che fissano al 2030 traguardi stringenti su copertura, qualità e accesso alle infrastrutture digitali.

Il Fondo nazionale per la connettività non si limita a finanziare opere: definisce un quadro di governance che lega risorse, tempi e risultati, puntando a un’Italia più connessa, competitiva ed equa. La banda ultra-larga diventa così una leva strutturale per la crescita, l’innovazione dei servizi e la coesione territoriale, con effetti che vanno oltre il perimetro tecnologico e incidono direttamente su lavoro, imprese e cittadinanza digitale.

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Claudio Banfi

Content writer con esperienza in attualità, cronaca e tecnologia scrive notizie da 10 anni, amo correre