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Autovelox, verso nuove regole: trasparenza e omologazione al centro del decreto

03/02/2026

Autovelox, verso nuove regole: trasparenza e omologazione al centro del decreto

Il decreto sugli autovelox avvia una fase decisiva nel riordino di uno degli strumenti più discussi della sicurezza stradale. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha trasmesso il provvedimento al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la successiva notifica a Bruxelles, nell’ambito della procedura TRIS, che prevede una clausola di stand still della durata di 90 giorni. Parallelamente, il testo è stato inviato al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per l’espressione del parere tecnico previsto.

Il passaggio europeo, con la notifica alla Commissione Europea, rappresenta un momento formale ma sostanziale: durante il periodo di sospensione, gli altri Stati membri possono valutare il decreto e formulare eventuali osservazioni. Una procedura che rafforza la solidità giuridica dell’intervento e ne certifica la coerenza con il quadro normativo comunitario.

Il censimento degli autovelox e la fine delle zone d’ombra

Il cuore del decreto è costruito attorno agli esiti del censimento nazionale degli autovelox. Per la prima volta viene delineato un quadro trasparente e verificabile degli apparecchi effettivamente in uso sul territorio italiano, con informazioni puntuali su numero, tipologia, marca, modello e stato di conformità. Un passaggio che segna una discontinuità rispetto al passato, quando la mancanza di dati certi alimentava contenziosi, dubbi interpretativi e una diffusa sfiducia da parte degli automobilisti.

I numeri parlano con chiarezza. A fronte di circa 11 mila dispositivi informalmente rilevati, soltanto 3.800 risultano registrati sulla piattaforma ufficiale. Tra questi, poco più di mille rientrano automaticamente nei requisiti di omologazione previsti nella fase di adozione del decreto. Una selezione che ridimensiona in modo significativo la platea degli strumenti utilizzabili e pone un confine netto tra dispositivi conformi e apparecchi destinati a essere esclusi.

Sicurezza stradale e credibilità delle sanzioni

L’iter del decreto è stato fortemente sostenuto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, con l’obiettivo dichiarato di riaffermare la funzione originaria degli autovelox. Il messaggio politico è chiaro: questi strumenti devono servire a prevenire incidenti e a migliorare la sicurezza stradale, non a incrementare le entrate degli enti locali.

La chiarezza sulle regole di omologazione e sull’effettiva legittimità dei dispositivi è destinata ad avere effetti anche sul piano della fiducia dei cittadini. Sanzioni fondate su apparecchi certificati e tracciabili rafforzano la credibilità del sistema e riducono il rischio di ricorsi, contribuendo a un rapporto più equilibrato tra amministrazioni e utenti della strada.

Il periodo di stand still rappresenta ora una fase di attesa tecnica, ma anche di consolidamento. Al termine della procedura europea e dopo il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il decreto potrà completare il proprio percorso, offrendo finalmente un quadro normativo più ordinato e coerente in materia di controlli della velocità.

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Elena Scopece

Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.