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Agricoltura, Regioni e Governo fanno fronte comune su PAC, energia e costi europei

06/04/2026

Agricoltura, Regioni e Governo fanno fronte comune su PAC, energia e costi europei

Dal caro carburanti all’aumento dei costi per le esportazioni, fino al peso delle misure europee come l’ETS e alla necessità di difendere le risorse della PAC. Sono questi i principali temi affrontati oggi nel confronto tra il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida e le Regioni, che hanno chiesto un incontro urgente nella sede della Conferenza delle Regioni per fare il punto sugli effetti della crisi energetica e geopolitica sul settore agricolo.

L’incontro, definito positivo dai partecipanti, si è concentrato sulle conseguenze che l’attuale scenario internazionale rischia di produrre su filiere, costi di produzione e tenuta economica delle imprese agricole. In un quadro già segnato da tensioni sui mercati energetici e da un contesto geopolitico instabile, le Regioni hanno posto con forza il tema della sostenibilità economica del comparto, evidenziando come l’agricoltura continui a essere esposta a fattori esterni che incidono direttamente sulla competitività e sulla capacità di programmazione delle aziende.

Le Regioni: servono risposte su energia, ETS e risorse PAC

A sintetizzare la posizione emersa nel corso del confronto è stato Dario Bond, coordinatore della Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni e assessore della Regione Veneto. Bond ha sottolineato che il confronto con il ministro è stato immediatamente disponibile e costruttivo, e ha richiamato l’attenzione soprattutto sugli effetti della crisi energetica e sul nodo delle risorse residue della PAC per il 2027 e 2028. La preoccupazione espressa dalle Regioni riguarda in particolare il rincaro dei costi, considerato un fattore in grado di colpire l’intera produzione agricola in modo trasversale.

Nel corso dell’incontro le Regioni hanno rimarcato anche la necessità che il ruolo strategico dell’agricoltura venga riconosciuto in modo adeguato, sia sul piano delle politiche nazionali sia nel confronto europeo sul nuovo Quadro pluriennale. Proprio su questo fronte, la Conferenza delle Regioni continua a ribadire la propria contrarietà all’ipotesi del cosiddetto Fondo unico, ritenuto incompatibile con l’esigenza di garantire strumenti specifici e risorse certe a un comparto che continua a svolgere una funzione essenziale sul piano economico, sociale e territoriale.

Lollobrigida: no a nuove tasse europee sull’agricoltura

Dal canto suo, il ministro Lollobrigida ha ribadito la centralità della collaborazione tra il ministero e la Conferenza delle Regioni, ricordando come il settore agricolo abbia dovuto affrontare negli ultimi anni una lunga serie di crisi, dalle tensioni sui mercati alle difficoltà legate ai costi energetici, riuscendo tuttavia a reggere grazie a un lavoro coordinato tra i diversi livelli istituzionali. Nel suo intervento il ministro ha anche richiamato i tavoli di lavoro aperti su diversi comparti, dal latte alla pesca, fino al caseario e alle produzioni a bassa redditività, considerate comunque strategiche e quindi da proteggere con particolare attenzione.

Uno dei punti più netti emersi dal confronto riguarda la dimensione europea. Lollobrigida ha confermato la posizione dell’Italia nel contrastare l’applicazione di ulteriori tassazioni europee sul settore agricolo, giudicate un aggravio non giustificabile in una fase già complessa. Il riferimento è alle misure che rischiano di aumentare ulteriormente i costi per le imprese agricole, comprimendo i margini e rendendo più difficile la tenuta delle produzioni, soprattutto in un contesto nel quale l’energia continua a rappresentare una variabile decisiva per l’intera filiera.

Il nodo del futuro della PAC e il peso del settore agricolo

Particolare rilievo ha avuto anche il confronto sul futuro della Politica agricola comune. Il ministro ha ricordato che, grazie al lavoro dell’Italia, la PAC non ha subito i tagli del 22% che erano stati ipotizzati nella fase di riforma, ma ha visto aumentare di un miliardo di euro la propria dotazione rispetto al settennato precedente. Un risultato che viene indicato come uno degli elementi più significativi della linea difensiva portata avanti dal Governo sul piano europeo.

Il punto politico emerso dall’incontro è chiaro: in una fase segnata da rincari energetici, incertezze internazionali e nuove pressioni regolatorie europee, le Regioni chiedono che l’agricoltura venga considerata un settore da proteggere e non da appesantire ulteriormente. Il confronto con il ministro, che ha affidato alle Regioni anche un compito di proposta su alcune materie già oggetto di lavoro, si inserisce dunque in una strategia che punta a rafforzare il coordinamento istituzionale per affrontare una fase ancora molto delicata per il comparto.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to