Agenti di commercio, aggiornati gli scaglioni FIRR nell’Artigianato dal 2026
16/02/2026
Dopo anni di sostanziale immobilità sul piano contrattuale, il comparto artigiano degli agenti e rappresentanti di commercio compie un passo significativo sul terreno economico. Le Organizzazioni datoriali CNA, Confartigianato, Casartigiani e C.L.A.A.I., insieme alle sigle maggiormente rappresentative degli agenti – F.N.A.A.R.C., F.I.A.R.C., FILCAMS–CGIL, FISASCAT–CISL, UILTuCS–UIL, UGL Terziario e USARCI – hanno sottoscritto un accordo che aggiorna gli scaglioni provvigionali utili al calcolo dell’Indennità di Risoluzione del Rapporto (FIRR), con decorrenza dal 1° gennaio 2026.
Un intervento tecnico, ma tutt’altro che marginale, che incide direttamente su uno degli istituti economici più rilevanti per la categoria.
FIRR e adeguamento al costo della vita
Il FIRR rappresenta, nel sistema degli Accordi Economici Collettivi (AEC), una forma di accantonamento a tutela dell’agente, riconosciuta al termine del rapporto di mandato. Il suo ammontare viene determinato anche sulla base di scaglioni provvigionali, che nel tempo rischiano di perdere coerenza rispetto all’andamento dei prezzi e dei volumi d’affari.
L’aggiornamento concordato mira proprio a riallineare tali scaglioni all’incremento dei prezzi base e, più in generale, al costo della vita. Un adeguamento che risponde a un’esigenza di equilibrio economico: in assenza di revisione, la progressione per fasce avrebbe continuato a riflettere parametri ormai superati, con effetti distorsivi sulla quantificazione dell’indennità.
Per le imprese mandanti l’intervento comporta una necessaria revisione dei meccanismi di calcolo e degli accantonamenti; per gli agenti rappresenta invece un elemento di maggiore equità, in un contesto di mercato segnato da variazioni nei margini, nei costi operativi e nelle dinamiche distributive.
Verso il rinnovo complessivo dell’AEC Artigianato
L’intesa sugli scaglioni non esaurisce il confronto tra le Parti Sociali. Contestualmente alla firma, è stato definito un calendario di incontri per riaprire in modo strutturato il tavolo dedicato al rinnovo dell’AEC del comparto artigiano, scaduto il 31 dicembre 2017.
Il ritardo accumulato negli anni rende il lavoro particolarmente delicato. L’evoluzione dei modelli commerciali, la digitalizzazione dei processi di vendita, la crescente ibridazione tra canali fisici e piattaforme online hanno modificato in profondità il ruolo dell’agente di commercio. Aggiornare l’impianto normativo significa affrontare temi quali la definizione delle provvigioni su vendite indirette o digitali, la gestione dei preavvisi, le tutele in caso di cessazione del mandato, nonché l’armonizzazione con le più recenti interpretazioni giurisprudenziali.
Le Organizzazioni firmatarie hanno dichiarato l’intenzione di procedere con continuità e responsabilità, nella prospettiva di costruire un assetto regolatorio capace di tenere insieme sostenibilità per le imprese artigiane e adeguate garanzie economiche e professionali per gli agenti. Il percorso negoziale si annuncia complesso, ma l’aggiornamento del FIRR rappresenta un segnale concreto di ripartenza: un primo tassello verso un AEC rinnovato, coerente con le esigenze attuali del mercato e con l’equilibrio delle relazioni contrattuali nel settore.
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Content writer con esperienza in attualità, cronaca e tecnologia scrive notizie da 10 anni, amo correre